Archivio mensile:maggio 2011

Tappeti Battista e Quasar

“Percorsi di orientamento” è un progetto promosso dal Ministero del lavoro e delle Politiche Sociali in collaborazione con il CNR-Ibimet che ha come obbiettivo principale di favorire l’imprenditoria femminile nelle aree rurali in quanto strumento elettivo di sviluppo di territori e di salvaguardia dei saperi legati alle attività agricole e artigianali.

Il percorso è durato tre anni, con l’obbiettivo di creare delle micro reti di collaborazioni tra le imprenditrici e le aspiranti tali, reti che collegano nel tessile chi produce materia prima (filati e lana cardata) con chi la può trasformare in prodotti finiti (tessitrici, ricamatrici, feltraie ecc. ).

La conclusione di questo viaggio è stato un workshop in cui abbiamo realizzato con la supervisione di designer dei prototipi destinati al merchandising museale, all’abbigliamento o alla casa, usando e cercando di valorizzare le lane autoctone toscane, in particolare quella amiatina e garfagnina.

Io ho collaborato con la designer Mara Iacoviello e con la ricamatrice Paola Baldetti nella realizzazione di due tappeti: Battista e Quasar, vi riporto la descrizione data dalla designer.

Tappeto Battista

Il tappeto Battista, nasce dall’analisi e dalla seguente rielaborazione di elementi architettonici decorativi toscani progettati da Leon Battista Alberti, vuole portare nelle nostre case l’armonia delle decorazioni rinascimentali, l’eleganza e il gusto dell’epoca.

Battista non si configura quindi come un semplice tappeto, essendo testimonianza della volontà progettuale di creare un oggetto di design, ovvero un oggetto decorativo.

Realizzato in feltro fatto a mano e prodotto a partire da lana toscana e con motivo ricamato a cornice della figura centrale, Battista punta dunque a svolgere “le consuete mansioni di un tappeto”, creando contemporaneamente arredamento ed una superficie architettonica di pregio non convenzionale.

tappeto

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E ora Quasar!

Tappeto Quasar (stellare)

Ispirato al pavimento della tribuna di SS. Annunziata in Firenze.

Quasar è un tappeto che presenta la possibilità di essere “composto” in due diverse configurazioni in base agli spazi disponibili e all’effetto finale che si vuole ottenere.

All’occorrenza può essere “scomposto” e generare quattro distinti tappeti.

Realizzato in feltro fatto a mano a partire da lana toscana con motivo applicato in cotone.

tappeto

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E’ stata un’esperienza molto bella, ho imparato tanto su di me e su quello che vorrei fare, ho conosciuto persone che mi hanno arricchito, aiutato e spronato e questo workshop finale mi ha dato una soddisfazione enorme, veramente grazie a tutti!!

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Collare Tribale

Nelle mie manie ossessive compulsive rientra anche quella di strappare pagine da giornali, quotidiani e ogni tipo di supporto cartaceo in cui ci sia una foto o un particolare che attragga la mia attenzione.
Questi pezzi di carta poi vengono riuniti in un mega quadernone ad anelli che ogni tanto riguardo, ma più spesso giacciono nella mia borsa, in giro per la casa accartocciati e spiegazzati o attaccati qua e là nello schifido-laboratorio.
Non so come ma solo il fatto di aver strappato l’immagine comunque pianta un piccolo semino nella mia mente finchè  un giorno un’immagine emerge dal groviglio cervellotico che ho in testa per quel magico procedimento di rielaborazione creativa che ogni volta mi stupisce.
Bhè le immagini che questa volta ad un certo punto mi hanno illuminato sono state raccolte diverso tempo fa su Vanity Fair.
Ho cercato di catturare il colore, lo stile e la magia di questi ornamenti con il feltro.
Per la chiusura ho usato dei gancetti, quelli per le gonne per intenderci, in modo che la chiusura non si vedesse e come al solito ho cercato di lavorare senza cuciture, i vari fili poi sono fusi nei quadrati che formano il retro del collare.
Poi un pizzico di perline come ultimo tocco.
Non ho osato l’autoscatto, se trovo qualche anima pia che si presta a ritrami aggiungerò anche la foto per farvi vedere come risulta indossata, però sono felice di come è venuta e quelli che l’hanno vista hanno detto subito “afro!” …. bhè … allora posso dire “missione compiuta”!

Borsa Italia

Finalmente vi posso mostrare una delle mie ultime fatiche! Per realizzarla ho fatto un pò di esperimenti: il corpo borsa e i manici sono al solito un unico elemento (i manici non sono cuciti) però questa volta ho cercato di dare proprio uno spessore ben definito al corpo borsa tendendolo e facendolo asciugare su una forma che ho creato appositamente dopo aver fatto delle  impunture decorative per farne risaltare la silhouette.

Il cuore spinoso è stato lavorato contemporaneamente al corpo borsa, gli unici elementi cuciti sono la trina ad uncinetto e i cuori applicati sui manici.

L’interno è foderato con una tela grezza e munito di taschino; la chiusura è costituita da un nastro in gros grain e  l’etichetta è fatta con il polyshrink.

Ma veniamo al nome, l’ho chiamata Italia perché c’è un chiaro riferimento ai colori della nostra bandiera ed il cuore spinoso rende bene l’idea dell’amore che mi lega al mio paese, un amore non privo di sofferenze 🙂

Spero vi piaccia!

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