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Un cappello per Zoe

Ultimo cappello realizzato su ordinazione e partito un paio di giorni fa per il Canada.

E’ un cappello per una bimba di due anni e per farlo ho dovuto realizzare una forma espressa perchè quelle poche teste di legno che posseggo sono in misura standard da donna.

La forma doveva essere senza tesa perciò semplice da realizzare (la tesa l’ho modellata liberamente); ho pensato di costruirmela usando carta di giornale e nastro da pacchi, quello marrone per intendersi.

Il risultato non è male, ma sicuramente da perfezionare: infatti le imperfezioni date dalla sovrapposizione del nastro da pacchi si trasferiscono al feltro teso e lasciato asciugare sulla forma, e anche se poi vanno via sarebbe meglio che la superficie della forma fosse liscia liscia.

Comunque, ecco qua la forma homemade, niente paura l’ho fatta un pò più alta per mia comodità, così riesco a lavorare meglio la tesa!

forma

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Ed ecco il cappelluccio: al solito feltro fatto a mano di lana merinos certificata teso sulla forma che vi ho appena fatto vedere, per modellare il feltro ho usato sempre il solito metodo amido di riso-vapore.

Il bordo è rifinito in pelle di riciclo nera e il motivo ricamato a pseudo intaglio da me.

cappello

cappello

cappello

cappello

cappello

Una considerazione che mi sento di fare: i prezzi delle poste italiane per spedire pacchi all’estero sono scandalosi!

Buon fine settimana!!

Collare Tribale

Nelle mie manie ossessive compulsive rientra anche quella di strappare pagine da giornali, quotidiani e ogni tipo di supporto cartaceo in cui ci sia una foto o un particolare che attragga la mia attenzione.
Questi pezzi di carta poi vengono riuniti in un mega quadernone ad anelli che ogni tanto riguardo, ma più spesso giacciono nella mia borsa, in giro per la casa accartocciati e spiegazzati o attaccati qua e là nello schifido-laboratorio.
Non so come ma solo il fatto di aver strappato l’immagine comunque pianta un piccolo semino nella mia mente finchè  un giorno un’immagine emerge dal groviglio cervellotico che ho in testa per quel magico procedimento di rielaborazione creativa che ogni volta mi stupisce.
Bhè le immagini che questa volta ad un certo punto mi hanno illuminato sono state raccolte diverso tempo fa su Vanity Fair.
Ho cercato di catturare il colore, lo stile e la magia di questi ornamenti con il feltro.
Per la chiusura ho usato dei gancetti, quelli per le gonne per intenderci, in modo che la chiusura non si vedesse e come al solito ho cercato di lavorare senza cuciture, i vari fili poi sono fusi nei quadrati che formano il retro del collare.
Poi un pizzico di perline come ultimo tocco.
Non ho osato l’autoscatto, se trovo qualche anima pia che si presta a ritrami aggiungerò anche la foto per farvi vedere come risulta indossata, però sono felice di come è venuta e quelli che l’hanno vista hanno detto subito “afro!” …. bhè … allora posso dire “missione compiuta”!

Cintura Rasta!!!!

Ieri è stata una giornata fruttuosa, questo è il risultato!!!
La cintura è senza cuciture e c’è voluta un pò di pazienza a confezionare i rasta che sono lunghi circa cm 120 ma soprattutto per fare la parte finale dove i rasta si fondono a formare un anello che accoglie gli altri due grandi anelli della chiusura.
La lana usata è quella del Gruppo Colle, sfumature di verde e caldi bruni!!!

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