Archivi Blog

Un cappello per Zoe

Ultimo cappello realizzato su ordinazione e partito un paio di giorni fa per il Canada.

E’ un cappello per una bimba di due anni e per farlo ho dovuto realizzare una forma espressa perchè quelle poche teste di legno che posseggo sono in misura standard da donna.

La forma doveva essere senza tesa perciò semplice da realizzare (la tesa l’ho modellata liberamente); ho pensato di costruirmela usando carta di giornale e nastro da pacchi, quello marrone per intendersi.

Il risultato non è male, ma sicuramente da perfezionare: infatti le imperfezioni date dalla sovrapposizione del nastro da pacchi si trasferiscono al feltro teso e lasciato asciugare sulla forma, e anche se poi vanno via sarebbe meglio che la superficie della forma fosse liscia liscia.

Comunque, ecco qua la forma homemade, niente paura l’ho fatta un pò più alta per mia comodità, così riesco a lavorare meglio la tesa!

forma

forma

Ed ecco il cappelluccio: al solito feltro fatto a mano di lana merinos certificata teso sulla forma che vi ho appena fatto vedere, per modellare il feltro ho usato sempre il solito metodo amido di riso-vapore.

Il bordo è rifinito in pelle di riciclo nera e il motivo ricamato a pseudo intaglio da me.

cappello

cappello

cappello

cappello

cappello

Una considerazione che mi sento di fare: i prezzi delle poste italiane per spedire pacchi all’estero sono scandalosi!

Buon fine settimana!!

Tappeti Battista e Quasar

“Percorsi di orientamento” è un progetto promosso dal Ministero del lavoro e delle Politiche Sociali in collaborazione con il CNR-Ibimet che ha come obbiettivo principale di favorire l’imprenditoria femminile nelle aree rurali in quanto strumento elettivo di sviluppo di territori e di salvaguardia dei saperi legati alle attività agricole e artigianali.

Il percorso è durato tre anni, con l’obbiettivo di creare delle micro reti di collaborazioni tra le imprenditrici e le aspiranti tali, reti che collegano nel tessile chi produce materia prima (filati e lana cardata) con chi la può trasformare in prodotti finiti (tessitrici, ricamatrici, feltraie ecc. ).

La conclusione di questo viaggio è stato un workshop in cui abbiamo realizzato con la supervisione di designer dei prototipi destinati al merchandising museale, all’abbigliamento o alla casa, usando e cercando di valorizzare le lane autoctone toscane, in particolare quella amiatina e garfagnina.

Io ho collaborato con la designer Mara Iacoviello e con la ricamatrice Paola Baldetti nella realizzazione di due tappeti: Battista e Quasar, vi riporto la descrizione data dalla designer.

Tappeto Battista

Il tappeto Battista, nasce dall’analisi e dalla seguente rielaborazione di elementi architettonici decorativi toscani progettati da Leon Battista Alberti, vuole portare nelle nostre case l’armonia delle decorazioni rinascimentali, l’eleganza e il gusto dell’epoca.

Battista non si configura quindi come un semplice tappeto, essendo testimonianza della volontà progettuale di creare un oggetto di design, ovvero un oggetto decorativo.

Realizzato in feltro fatto a mano e prodotto a partire da lana toscana e con motivo ricamato a cornice della figura centrale, Battista punta dunque a svolgere “le consuete mansioni di un tappeto”, creando contemporaneamente arredamento ed una superficie architettonica di pregio non convenzionale.

tappeto

tappeto

tappeto

tappeto

E ora Quasar!

Tappeto Quasar (stellare)

Ispirato al pavimento della tribuna di SS. Annunziata in Firenze.

Quasar è un tappeto che presenta la possibilità di essere “composto” in due diverse configurazioni in base agli spazi disponibili e all’effetto finale che si vuole ottenere.

All’occorrenza può essere “scomposto” e generare quattro distinti tappeti.

Realizzato in feltro fatto a mano a partire da lana toscana con motivo applicato in cotone.

tappeto

tappeto

tappeto

E’ stata un’esperienza molto bella, ho imparato tanto su di me e su quello che vorrei fare, ho conosciuto persone che mi hanno arricchito, aiutato e spronato e questo workshop finale mi ha dato una soddisfazione enorme, veramente grazie a tutti!!

Collare Tribale

Nelle mie manie ossessive compulsive rientra anche quella di strappare pagine da giornali, quotidiani e ogni tipo di supporto cartaceo in cui ci sia una foto o un particolare che attragga la mia attenzione.
Questi pezzi di carta poi vengono riuniti in un mega quadernone ad anelli che ogni tanto riguardo, ma più spesso giacciono nella mia borsa, in giro per la casa accartocciati e spiegazzati o attaccati qua e là nello schifido-laboratorio.
Non so come ma solo il fatto di aver strappato l’immagine comunque pianta un piccolo semino nella mia mente finchè  un giorno un’immagine emerge dal groviglio cervellotico che ho in testa per quel magico procedimento di rielaborazione creativa che ogni volta mi stupisce.
Bhè le immagini che questa volta ad un certo punto mi hanno illuminato sono state raccolte diverso tempo fa su Vanity Fair.
Ho cercato di catturare il colore, lo stile e la magia di questi ornamenti con il feltro.
Per la chiusura ho usato dei gancetti, quelli per le gonne per intenderci, in modo che la chiusura non si vedesse e come al solito ho cercato di lavorare senza cuciture, i vari fili poi sono fusi nei quadrati che formano il retro del collare.
Poi un pizzico di perline come ultimo tocco.
Non ho osato l’autoscatto, se trovo qualche anima pia che si presta a ritrami aggiungerò anche la foto per farvi vedere come risulta indossata, però sono felice di come è venuta e quelli che l’hanno vista hanno detto subito “afro!” …. bhè … allora posso dire “missione compiuta”!

Cappelli … parte seconda!

Sempre realizzati in lana merinos certificata e senza cuciture (a parte il bordo applicato in pelle ed il grande bottone del primo modello) e modellati su testa di legno, questa volta senza tesa perchè mi sono voluta un pò sbizzarrire ….. mi garba parecchio fare cappelli … forse in una vita passata sono stata una specie di cappellaio matto 😀 …. magariiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiii

Questo slideshow richiede JavaScript.

Cintura Rasta!!!!

Ieri è stata una giornata fruttuosa, questo è il risultato!!!
La cintura è senza cuciture e c’è voluta un pò di pazienza a confezionare i rasta che sono lunghi circa cm 120 ma soprattutto per fare la parte finale dove i rasta si fondono a formare un anello che accoglie gli altri due grandi anelli della chiusura.
La lana usata è quella del Gruppo Colle, sfumature di verde e caldi bruni!!!

PA130033  PA130044  PA130040  PA130038  PA130048  PA130049

Stole in lana e angora

P9220160

P9220164P9220163

P9220159P9220158P9220157

 

 

 

 

 

Stole in lana e angora con motivo papaveri o girasoli in feltro di lana realizzate con la tecnica del nuno feltro. Misure cm 200×60.

Stoles in wool and angora with motive poppies or sunflowers in wool felt realized with the technique of the nuno felt. Measures cm 200×60.

Étoles en laine et angora avec motif coquelicots ou tournesols en feutre de laine réalisé avec la technique du nuno feutre. Mesures cm 200×60